mercoledì 28 settembre 2011

Leica: obiettivo 2.0




Utimamente sto assistendo al vero annientamento culturale via web. Il concorso "Leica 24x36".
In nome della "socialità", della "compartecipazione", del UGC, Leica si inventa un concorso per aspiranti fotografi. Visto che tutto è "democratico" e accessibile a tutti, perchè non deve essere così in fotografia?...
Il concorso di per se è un normalissimo concorso a "premi" ( si vince il COMODATO d'uso di una X1...) solo che per parteciparci DEVI iscriverti a Facciadalibro e a Twitter. PER FORZA.
A parte l'ovvia constatazione che non tutti hanno accesso ad ENTRAMBI i social network, può essere che non tutti vogliano per forza di cose iscriversi. Direi che è già una buona barriera all'entrata. ( Forse il ragionamento è stato: "Tanto...chi non ha Facebook o Twitter!")
In aggiunta, come si fa a non capire: le cose GENUINE, nascono da BASSO. Non possono essere create ad arte! In modo così fittizio e artificioso, per giunta! Non si può mascherare da "social" qualcosa che di social ha solo la piattaforma. Guardate Instragram: quello sì che è un movimento nato dal "basso" e che sta avendo un successo incredibile. Alimentato dall'uso sapiente di mezzi e luoghi. Guardate cosa è successo il 24 settembre a Milano...Quello sì che è un movimento 2.0
Tornando a bomba su Leica e la sua pretesa di socialità, vorrei farvi vedere come si difende la rete da questa ondata di banalità: gustatevi il portfolio di Alberto Giangrande.


Tutto finto. Tutto farlocco. Ma genuino. Il buon Claudio ci dimostra due semplici verità: la rete è viva e il concetto di 2.0 non può che partire dal basso.

Ah...anch'io odio i broccoli.


Aggiornamento ore 10.45: Indovinate? Leica ha bloccato il profilo fake....chi l'avrebbe mai detto...




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